Due Strade.
Lola Schnabel e Luca Giovagnoli
28.09.2019 – 26.10.2019

a cura di Matteo Sormani

Inaugurazione sabato 28 settembre h 18,00

L’Augeo Art Space inaugura l’attività espositiva autunnale presentando il lavoro di Lola Schnabel e Luca Giovagnoli, insieme per la prima volta a Rimini in un doppio percorso artistico dal titolo “Due strade”.

Il progetto conferma la ricerca sull’arte contemporanea portata avanti in questi anni da Matteo Sormani, direttore dell’Augeo dal 2014. La personale attitudine all’incontro ha permesso al curatore di disegnare, nel tempo, una geografia internazionale di esperienze, facendo emergere chiaramente l’universalità del linguaggio dell’arte.

Lola Schnabel
Lola Montes Schnabel nasce a New York nel 1981, entra nel mondo dell’arte giovanissima iniziando a esporre le prime opere già nel 2001 in occasione delle mostre californiane ed europee. Nel 2008 si diploma alla BFA (The Cooper Union School for the Advancement of Science and Art).

La sua produzione artistica è ampia e intensa, fatta di pittura, scultura, grafica, fotografia e video. Le possibilità espressive della contemporaneità incrociano le memorie dell’arte classica, ne deriva un mondo di sperimentazione e di poesia: accanto ai ritratti, ai disegni di angeli e demoni, ai dipinti di storie lontane, di vita e di morte, l’artista firma importanti film. Ci sono i video per Lou Reed (2007), per il maestro Luigi Ontani (2010-2013), per l’amico artista Vahakn Arslanian (2017) e per il musicista e poeta londinese Benjamin Clementine (2014, 2017), giovane artista diventato figura di culto nella scena artistica e musicale.

Lola Schnabel conosce il mondo e si ferma nei luoghi per viverli.
Da New York arriva a Milano perché ama l’Italia, espone a Venezia le sue “Fluttuazioni”, poi scende fino a Scicli, nel cuore del Mediterraneo.
Qui, nel piccolo e famoso paesino siciliano, realizza le opere ora in mostra a Rimini: sei grandi olii su tela e tre carte.
Sono architetture di un colore pieno e spesso, spazi necessari alla pittura per dichiararsi e affermare la propria ricerca: la distinzione tra bene e male.

Da un astrattismo di superficie vediamo emergere memorie di figure, frammenti di corpi, evocazione di volti, anime forse; sentiamo improvvise e solide le voci di un’arte antica. E in questo incrocio di anime e corpi, la Natura sembra specchiarsi nel nostro mondo con il desiderio di rivelarsi. Terra, acqua, aria diventano per l’artista strumenti di conoscenza di una pittura che affonda le sue radici nella spiritualità.
Carte e tele cercano un luogo in cui accomodarsi per continuare a narrare la loro storia, come resti di affreschi perduti. Anche per questo il secentesco Palazzo Spina, sede di Augeo, si rivela spazio ideale per le opere di Lola Schnabel.

Luca Giovagnoli
Riminese di nascita, Luca Giovagnoli ha alle spalle una lunga e importante carriera artistica iniziata con la prima personale nel 1993 e proseguita attraverso numerose mostre monografiche e collettive, compresa la partecipazione alla 54 Biennale di Venezia del 2011 nel Padiglione Italia.

L’esposizione in Augeo è l’occasione per tornare nella sua città natale e presentare la nuova produzione artistica incentrata sui temi dell’amore e dell’eros. Protagonista del nuovo ciclo pittorico è la coppia ripresa nell’intimità dell’atto: “Sleepless Night”, “Kiss”, “Dinner” raccontano frammenti di vita isolati dentro spazi ristretti.
Ciò che emerge con decisione, al di là delle azioni evocate, è la forza della relazione tra i protagonisti che, per quanto visivamente realistica, rimane ai nostri occhi inafferrabile.

Anche da un punto di vista pittorico, le opere del ciclo d’amore ed eros hanno adottato un linguaggio proprio, riducendo la gamma cromatica a pochi colori e lasciando spazio alla risolutezza del nero; hanno chiuso le composizioni dentro stanze prive di identità, fermando il momento del desiderio.
L’artista vede nella narrazione dei corpi, dei loro movimenti e della loro fisicità, qualcosa che si nasconde dentro ognuno e che può trovare espressione oltre la grammatica della buona moralità, liberando la fantasia imprigionata dal giudizio.

In mostra anche carte e tele appartenenti al ciclo della memoria con cui Luca Giovagnoli ha esordito e che lo ha portato a firmare il manifesto dell’estate riminese 2006, seguendo le tracce di René Gruau, Milo Manara, Gianluigi Toccafondo e altri importanti illustratori.

L’opera in mostra “Il salto”, tela realizzata nel 2019, presenta tre ragazze viste di spalle intente a saltare nell’acqua tenendosi per mano. Pur continuando a lavorare sul tema del mare, l’artista ha abbandonato i luoghi della sua terra per aprirsi a evocazioni di spazi più ampi. Anche la pittura è cambiata: la materia si è alleggerita, mentre il tratto inciso ha lasciato spazio alla flessuosità della pennellata; la definizione analitica della composizione è stata abbandonata a favore della sintesi cromatica e il dinamismo delle cose ha preso il posto del ricordo.

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