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Augeo Art Space | Rimini | Inaugura sabato 15 novembre la terza mostra di AUGEO ART SPACE
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Inaugura sabato 15 novembre la terza mostra di AUGEO ART SPACE

Plastica Animistica - esposizione Augeo Art Space

 

 

Appuntamento a sabato 15 novembre alle ore 17.00 per l’inaugurazione di “Plastica animistica”, nuova mostra ad AUGEO ART SPACE, che dopo aver ospitato una serie di doppie personali si dedica a un’artista italiana che lavora sul territorio, Patrizia Zelano (1964).
In mostra un ciclo di lavori fotografici in cui il tema della forma e della scultura si fonde con quello del paesaggio e dell’elemento naturale dell’entroterra riminese.
Con questo progetto AUGEO ART SPACE prosegue il suo percorso fin dall’inizio orientato a mettere in relazione l’arte contemporanea con il contesto della città, invitando gli artisti a sviluppare progetti site specific e, in questo caso, confrontandosi con un’artista che mette questa relazione al centro del suo lavoro.
Patrizia Zelano provoca accadimenti inaspettati in luoghi vicini e familiari; probabilmente influenzata dai suoi studi etno-archeologici, la sua ricerca pare inseguire e rivelare sempre la presenza di una traccia umana e vitale, catturata dallo scatto fotografico e restituita allo spettatore.

 

Il percorso che si sviluppa nelle due sale di AUGEO è accompagnato dal testo critico di Massimo Pulini: “Esiste una fotografia che estrae un attimo dal tempo, un momento che comunque sarebbe esistito, che tuttavia se non fosse stato raccolto si sarebbe dimenticato, sommerso come una goccia d’acqua nella pioggia dell’esistenza, ma esiste anche una fotografia che fa accadere, per propria intenzione, quel che viene partorito. Un accadimento plasmato che trova ragione d’essere quasi solo in virtù del suo imprigionamento in un’immagine. […] In questo ciclo di commoventi opere è difficile dire se Patrizia Zelano prenda il posto della levatrice o quello di chi impollina il fiore del tempo. Quello di chi modella gli eventi o che ferma il corso delle cose. Arduo stabilire quale danza ha intrattenuto col caso e quali condizioni abbia predisposto perché fortuna ballasse con lei. Più di arrestare un momento mi sembra che quel grande lenzuolo di plastica venga messo a disposizione dell’aria, perché renda visibile le forme imprigionate al suo interno. Allora torna utile l’esergo della poetessa cesenate Mariangela Gualtieri, che ci fa comprendere l’elemento aereo come una sostanza avente memoria delle vite, di tutti gli esseri che l’hanno respirata e risputata, accarezzata o calciata, annusata e starnutita. Così, andando sulla sommità di una collina dietro casa, portandosi in spalla due occhi che sappiano osservare, un cuore che faccia il suo lavoro restando in gabbia e una lucidità sintattica che dosi come si deve ombre e luci, una grammatica che stabilisca tempi e misure, è forse possibile imprigionare il momento in cui il mondo sta partorendo la propria memoria.”

 

La mostra | 15 novembre 2014 – 8 marzo 2015

Profilo dell’artista